Test d’ingresso a Brera

Ero già diplomata, avevo alle spalle 3 anni di corso di illustrazione più altri 6 mesi di illustrazione digitale. Ma no, non mi bastava. Desideravo un sacco ampliare il mio spettro di possibilità con l’apprendimento di altre tecniche,  lo studio di altri artisti, il confronto con altri professori…
Ho pensato così di cercare un percorso di studio che mi desse una preparazione più completa, meno focalizzata.

Brera. Perché no. E’ un’ottima Accademia, “potrei provare il test lì” mi son detta. 

Mi preparavo a quattro giorni di test, suddiviso su quattro prove: una teorica  di cultura generale, due pratiche (una libera e una di disegno dal vero) e un colloquio.
Credevo in me stessa, ma ero comunque in quello stato di  sana ansia che ti porta ad impegnarti di più. “Saranno super selettivi” pensavo “con così tante prove devono veramente fare una bella scrematura”.
Ho noleggiato tutti i libri consigliati, mi sono munita di fogli e matite e ho iniziato la preparazione: un lungo mese di clausura full immersion nello studio e nel disegno.

Ero pronta, tesa ma pronta.

Pronta quanto sono adesso a darvi qualche utile consiglio, se anche voi vi apprestate a tentare il test, o ci state facendo un pensierino.

IL TEST

Sono arrivata in anticipo davanti all’aula dove si sarebbe svolta la prima prova.
Tanta gente si accalcava di fronte alla porta a vetri dell’ingresso. All’interno si scorgevano delle incaricate che spolveravano tranquillamente i banchi prima di farci entrare.
Hanno cominciato a chiamarci dentro con mezz’ora di ritardo. Entravamo a due a due mostrando i documenti, e solo Dio sa perché ci abbiamo messo 2 ore ad essere tutti dentro.

LA PRIMA PROVA

Due ore e mezza di ritardo. Incominciavamo con due ore e mezza di ritardo.

L’aula era grande e munita di sedie col tavolino ribaltabile. Anzi, solo un decimo di esse lo avevano ancora il tavolino. Le dovrei chiamare sedie con il bastone portatavolino.
Dopo averci spiegato quando aprire il plico, ci hanno dato il via. La maggior parte delle domande riguardava la storia dell’arte o gli argomenti dei libri, c’era un po’ di letteratura e un po’ di informatica.
Domande chiuse con risposte a crocette, mirate, quelle sulle tecniche anche abbastanza specifiche, ma contenute nei testi consigliati sul sito dell’università.
Quello che mi aspettavo, in fondo.

LA SECONDA PROVA

Per sapere l’ora e l’aula della seconda prova, abbiamo dovuto aspettare di ricevere una e-mail, che ad alcuni è arrivata lo stesso giorno della prova, alle 8 del mattino. Grazie, segreteria.

Ci hanno divisi in tre aule. Immagino simili fra loro, ugualmente anguste.
Ho provato una certa sensazione di disagio a trovarmi schiacciata intorno a tutte quelle persone,  alcune delle quali si aspettavano che il modello restasse vestito. Eh, beh, no. Il modello si spoglia. Si DEVE spogliare. Ritrovo l’imbarazzo della ragazza che era seduta di fianco a me ogni volta che ci penso.

I fogli sono forniti e timbrati dall’Accademia. Se ne possono prendere a volontà, basta segnalarlo ai prof in modo che li timbrino. Si hanno diverse ore per disegnare il modello. Quello che si vuole di lui: la figura intera, il viso, un dettaglio…
Il modello faceva pause di 10 minuti ogni 30 minuti di posa. Nel nostro caso, ha fatto 2 pose diverse durante tutto il tempo della prova.

LA TERZA PROVA

Stessa aula del giorno prima. La prova è libera. Tecnica libera, liberi di portare i fogli da casa, soggetto libero, stile libero… Tutto libero! Si hanno 8 ore di tempo.

Io ho fatto un’illustrazione. Ho scoperto più tardi che i professori apprezzano che venga data dimostrazione di essere in grado di strutturare un progetto partendo dagli schizzi per arrivare ai definitivi. Temo che non l’avesse capito quasi nessuno, perché in tantissimi hanno fatto il mio stesso errore.

LA QUARTA PROVA

Il colloquio. Ci sarebbe dovuto andare solo chi aveva superato con successo le altre tre. Avrebbero dovuto comunicarci la data via e-mail dopo aver corretto i precedenti test.

Invece ci è arrivata il  giorno in cui si è svolta la terza prova perché la commissione aveva cambiato idea. Avevano deciso che il colloquio sarebbe stato giusto farlo a tutti e ci hanno detto, alla sera, “venite tutti domani mattina alle 9”.  Grazie ancora, segreteria.

Ci facevano entrare a due a due in ordine alfabetico.
Nonostante i colloqui fossero molto brevi, io sono entrata dopo 3 ore di attesa. Eravamo tanti, mannaggia.
Bisognava portare il portfolio, anche se l’insegnante mi ha fatto capire (anche non troppo velatamente) che quello che le interessava in particolare era l’esito delle prove svolte i giorni precedenti.

Sono tornata a casa tranquilla, sollevata dal “proseguirai” dettomi dalla prof. alla fine del colloquio.

I RISULTATI

I risultati vengono comunicati via e-mail. Ti dicono se sei stato fortunato o se devi ritentare al prossimo giro.

Vi svelerò un segreto: la commissione è meno severa e selettiva di quanto mi immaginassi.
Se dovete fare anche voi questo test studiate, si. Ma scialla. Sarà come una punturina di zanzara!

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