“Lo faccio dopo…” ??

“lo farò la prossima volta”

ogni volta…
Per mesi ho pensato di fare ritratti sul momento durante i mercatini, ma non avevo mai il tempo di esercitarmici, allora rimandavo dicendomi “non sono pronta, devo prima fare esercizio, trovare uno stile, decidere la tecnica…”

MA UN GIORNO

Un giorno ho cambiato disposizione ai tavoli della bancarella. Era lo spazio dove mi avevano posizionata a richiedermelo. La mia postazione era nell’angolo, prima ero sempre stata solo frontale.
E per quanto tentassi di distribuire bene i tavoli non c’era verso di chiudere quel buco lungo un passo che restava scoperto.

Un guizzo di follia mi ha fatto decidere di buttarmi. L’adrenalina ha guidato la mia mano a prendere di fretta una rivista, i fogli e le matite che portavo nello zaino. Ho ritratto a pastello blu e rosso in una mezzoretta sei o sette volti di persone che c’erano sul giornalino.
Ho appeso tutto dove c’era lo spazio vuoto, ci ho messo sotto due sedie e un cartello con scritto “Ritratti sul momento – Offerta libera!”

Tutta questa attesa solo per paura di tentare.
Ho avanzato scuse per mesi solo perché non me la sentivo, probabilmente.

Come prima esperienza, coi ritratti è andata bene. Qualche coppia che aveva voglia di ricordare la sua gita romantica è stata felice di tornare a casa con un ritratto.

E IO?

Io ho continuato a farne, a ogni mercatino!
E’ stato come il primo tuffo dal trampolino di 3 metri! O comunque come ogni prima vota.
Un po’ di tachicardia, di tremolio di mani, di “Oddio che ho fatto? Devo essere impazzita! Chi me l’ha fatto fare?!” … Ma poi, insomma, passa! Ci si fa l’abitudine in un battibaleno! E poi non si smette più di fare tuffi!

Quel mercatino è stato l’amico stronzo che ti spinge perché ci metti troppo tempo a lanciarti e non ne può più di vederti esitare. L’amico che poi ringrazi all’infinito! Quello che poi ti fa venire voglia di migliorarti tantissimo e grazie al quale finisci a fare anche il tuffo di testa e quello con la capriola.

Infatti, le settimane seguenti non ho fatto altro che disegnare i miei idoli. Gandhi, Jesse Pinkman e Jane, Edward Mani di Forbice e Peggy, Ringo Starr… Provavo e riprovavo le stesse facce con tecniche diverse per trovare qualcosa i unico da proporre ai prossimi eventi. Uno stile veloce, ma riconoscibile.
Mi sono portata i colori anche in vacanza. E mettevo le facce a confronto per fare le mie valutazioni e scegliere la tecnica più conveniente.

COME E’ ANDATA A FINIRE?

E’ arrivato l’inverno, non avevo più mercatini e ho interrotto con le prove di stile.
Non ve l’aspettavate, eh?
Eh oh, l’inverno è inverno per tutti!

Chissà se avrò di nuovo bisogno del mio amico stronzo che mi spinga anche al prossimo mercatino!

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